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03 ago 2026 Le Storie

Sostenibilità e terroir: tre generazioni unite dalla stessa visione

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È una Sicilia tutta da scoprire quella che racconta Baglio di Pianetto, consolidata azienda vitivinicola siciliana nata alla fine degli anni 90 a Santa Cristina Gela, territorio d’altura a pochi chilometri da Palermo. Ma è anche una vera storia d’amore che inizia con il Conte Paolo Marzotto e oggi vive della stessa passione attraverso la leadership aziendale affidata al nipote Grégoire Desforges, attuale presidente del gruppo che guida la cantina, terza generazione di una famiglia che qui ha scelto di dar vita ad un progetto di produzione e sostenibilità, ma anche di visione e socialità attorno ad un territorio straordinariamente vocato alla produzione di vino.

Correndo la Mille Miglia il conte Marzotto sbarcava a Palermo e girava in lungo e in largo per tutto il territorio di Monreale. Un giorno rimase incantato di fronte a quell’anfiteatro montuoso che abbraccia il comprensorio che da Santa Cristina Gela arriva fino a Piana degli Albanesi e decise che quello era il posto giusto, cercato nei suoi tanti viaggi nel mondo, dove dare corpo al suo sogno: produrre vini in grado di esaltare l’unicità di questo contesto attraverso il savoir faire dei grandi chateaux francesi. Inizia così la storia di un’azienda che da oltre vent’anni contribuisce a scrivere alcune delle pagine più importanti per l’enologia siciliana. 

Oggi, l’identità della cantina, fortemente voluta da Desforges, si concentra su una viticoltura d’altura – tra i 700 e i 900 metri sopra il livello del mare – e si caratterizza per un approccio sostenibile che punta sulla biodiversità, facendo scelte altamente coerenti anche in termini di rispetto della natura.

Un progetto enologico che si sviluppa oggi su 61 ettari vitati e su un’ampia varietà di vigneti dai quali l’azienda produce diverse tipologie di vini: la linea “In purezza” che dà risalto alle varietà autoctone siciliane come Insolia, Grillo, Cataratto, Nero d’Avola, Syrah ed anche all’internazionale Viognier, in una interpretazione unica che riflette l’identità delle alture sulle quali è prodotto; la proposta “ViaFrancia” con uve selezionate grazie ad uno studio di microzonazione per avere la massima espressione qualitativa del terroir; la linea Etna con la firma stilistica riconoscibile delle produzioni attorno al Vulcano; ed infine il passito “Êra” che nasce dall’incontro tra vini di annate storiche da uve moscato della Val di Noto e le ultime annate prodotte dai vigneti d’altura che circondano Santa Cristina Gela e Piana degli Albanesi.

«Nel contesto di mercato attuale il vino rischia talvolta di essere trattato come un bene qualunque, misurato solo in volumi e performance commerciali. Noi di Baglio di Pianetto vogliamo offrire una visione alternativa: il vino come veicolo di cultura, prima ancora che come prodotto da consumare» afferma Grégoire Desforges.

Questo progetto enologico è stato arricchito dalla costruzione di una cantina a sviluppo verticale che sfrutta la forza di gravità per caduta riducendo drasticamente l’uso delle pompe per la movimentazione dei mosti e dei vini, ma soprattutto utilizza la geotermia naturale della barricaia (a trenta metri sotto terra). A raccontarci questo grande lavoro di interpretazione dell’area è anche Giuseppe Lo Iacono, da vent’anni enologo della cantina, che racconta la collaborazione degli ultimi anni con Graziana Grassini, considerata una delle personalità più influenti del panorama enologico internazionale. «Un grande lavoro di ricerca ci ha permesso di avere una produzione che ha trasformato le sfide della nostra terra in opportunità. Un’esperienza sensoriale che oggi si può condividere attraverso l’assaggio delle nostre etichette» conclude Loiacono.


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