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In cucina, l’arte del ricamo dei peperoni cruschi

Dai vicoli delle case arbëreshë al sole di luglio: la nonna e Maria, aghi e filo, insegnano l'arte del "ricamo" dei peperoni cruschi. Un rito contadino lucano che ancora oggi regala gusto e croccantezza alla tavola italiana.

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Il pomodoro Scatolone di Bolsena, l’ecotipo della Tuscia che rischia di scomparire

Forma costoluta, buccia spessa, polpa soda e 7-9 logge vuote all'interno: il pomodoro Scatolone di Bolsena è un ecotipo unico della Tuscia viterbese, riconosciuto PAT dalla Regione Lazio, che rischia di scomparire per scarso interesse commerciale.

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La tiella di Gaeta, il sapore antico del Basso Lazio marittimo

Più di una pizza ripiena: la tiella di Gaeta è un PAT del Lazio, nata dalla cucina domestica di una comunità marinara che metteva nel ripieno ciò che il territorio offriva — cipolle, pomodoro, alici, polpi, baccalà, scarola. Andrea Russo ("Il divulgatore Gastronomico") ne ricostruisce la storia con rigore, dal Codex Cajetanus del 997 alla teglia moderna, senza forzare continuità che la fonte non documenta.

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One Health ed Indicazioni Geografiche: trasformare la resilienza territoriale italiana in valore di mercato.

Il paradigma One Health — interdipendenza tra salute umana, animale e ambientale — non può ignorare il suolo. Pablo Palencia Garrido-Lestache, ex assessore regionale in Cantabria ed esperto di governance agroalimentare, propone di integrare criteri misurabili di salute del suolo nei disciplinari DOP e IGP italiani (quasi 900 prodotti, 30 miliardi di valore annuo), collegandoli a pagamenti PAC basati sui risultati. Tre casi studio: Xylella e olio pugliese, microbioma del Parmigiano Reggiano, resistenza antimicrobica nella viticoltura.

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One Health e Indicazioni Geografiche: trasformare la resilienza territoriale italiana in valore di mercato

One Health comincia dal suolo Il paradigma One Health, ossia il riconoscimento dell’interdipendenza tra salute umana, salute animale e salute ambientale...

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Il Made in Italy si celebra ogni 15 aprile. Ma conosciamo davvero ciò che difendiamo?

Il 15 aprile si celebra la Giornata Nazionale del Made in Italy, istituita con la Legge 206/2023 e quest'anno alla terza edizione con quasi 800 eventi. L'agroalimentare guida le "5A" con 72,4 miliardi di export nel 2025 e circa 900 prodotti DOP e IGP. Ma 63 miliardi di euro l'anno sono generati dall'Italian Sounding: ragù (61,4%), parmigiano (61%), pesto (59,8%) e prosecco (58,9%) sono i prodotti più imitati. Un articolo di Giuseppe Maria Pignataro.

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Il Made in Italy si celebra il 15 aprile. Ma conosciamo davvero ciò che difendiamo?

Ogni anno, il 15 aprile, l’Italia celebra la Giornata Nazionale del Made in Italy. La data non è casuale: coincide con l’anniversario della nascita di Leonardo...

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Il legno al servizio del vino: studiare l’affinamento per capire la distintività dei rossi italiani

Mattia Nisticò, giovane enologo romano laureato all'Università della Tuscia, ha studiato come stagionatura e tostatura del legno di quercia influenzino il profilo aromatico dei vini rossi — da note vanigliate e speziate fino a sentori tostati e affumicati. La sua tesi dimostra che non esiste il legno "migliore" in assoluto: la scelta deve essere coerente con lo stile del vino e il mercato di riferimento. Un percorso dal bancone di sala all'enologia, passando per la Fondazione Italiana Sommelier.

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Cynara e la primavera: il racconto di un ortaggio mediterraneo

Marzo in Calabria è il mese del carciofo. La Chef Laura Barbieri ripercorre il mito di Cynara — la ninfa dai capelli color cenere trasformata da Giove in pianta spinosa per aver scelto la libertà — e racconta l'ortaggio dalla Piana di Sibari alle coste ioniche, tra proprietà depurative, versatilità culinaria e identità rurale calabrese. In chiusura, la ricetta dei carciofi con mollicata, aglio, origano, pecorino e olio EVO.

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Giornata Mondiale della Radio: una voce che attraversa il tempo

Il 13 febbraio si celebra la Giornata Mondiale della Radio, istituita dall'UNESCO nel 2012. Tra i capitoli meno noti della sua storia c'è l'Ente Radio Rurale (1933), che portò nelle campagne italiane consigli agricoli, previsioni meteo e aggiornamenti di mercato tramite ricevitori distribuiti a scuole, parrocchie e sedi sindacali contadine. Da Marconi a RAI, dalle radio libere ai podcast: la radio che ha sempre saputo adattarsi.

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