Capita spesso nell’esistenza di un uomo, ma anche di una organizzazione come la nostra, di trovarsi nell’urgenza di scegliere da che parte stare. Le esperienze, le vertenze, le emergenze del contesto contemporaneo chiedono sempre più velocemente e responsabilmente risposte vere, sentite, importanti che coinvolgono il sentire comune o questioni di interesse collettivo. Direi anche europeo, uno spazio collettivo grande come un continente che dobbiamo sempre di più sentire […]
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Mentre andiamo in stampa gli Stati europei e Bruxelles vedono delinearsi gli effetti di quella che rappresenta la tornata elettorale più significativa degli ultimi tempi, con un impatto diretto sulle vite di tutti noi cittadini europei, nonostante i dati indichino per l’Italia un astensionismo record […]
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Siamo già all’inizio della Primavera e la vita dei campi indurrebbe a pensare ad un rinnovarsi della terra e della vita. Ma purtroppo sul fronte agricolo le sfide e le preoccupazioni sono quelle di sempre, che come il ciclo delle stagioni, sembrano ripetersi ostinatamente senza soluzione di continuità […]
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Scrivo questo editoriale in un momento turbolento per il mondo agricolo europeo. Le proteste degli agricoltori in mezza Europa ci restituiscono voci, storie, uomini e donne del mondo agricolo che chiedono innanzitutto di essere visti e ascoltati. Su di loro ricadono incertezze e costi della guerra in Ucraina così come le conseguenze nefaste dei cambiamenti […]
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Alla fine di un anno è tempo di bilanci. Ma è anche il momento per progettare nuovi traguardi e lanciare il cuore oltre l’ostacolo. Il tempo nuovo che si apre, con l’inizio del 2024, sembra foriero di orizzonti più ampi, ma porta con se anche tante incertezze nel mondo globalizzato e di conseguenza anche in agricoltura. Proviamo a tirare le somme di un anno ricco, in questo numero che vi apprestate a leggere, ma anche a focalizzare analisi e riflessioni su ciò che è stato e che ci riguarda da vicino. Una su tutte la questione glifosato […]
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Siamo come navigatori nella tempesta. Mi sembra questa l’immagine più appropriata per sintetizzare i nostri ultimi anni. Prima il Covid, poi la guerra fratricida tra Russia e Ucraina che ora ha ampliato i suoi confini territoriali, riaccendendo – e lo dico amaramente – anche vecchie ruggini, mai sopite, tra israeliani e palestinesi. Ma come se non bastassero le contingenze internazionali, è anche la natura che ci presenta il conto della sua insofferenza verso un mondo malato che poco ha curato il bene più prezioso che abbiamo. Siccità e Peronospora sono solo le ultime espressioni di una agricoltura che fa i conti con i cambiamenti climatici e le degenerazioni di..
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In questi anni è stato fatto molto. Siamo oggi presenti in 82 province d’Italia, con il 35% in più di sedi provinciali rispetto all’ultimo congresso e, per la prima volta dalla costituzione dell’associazione nel 1969, non c’è nessuna regione di questo Paese dove non ci sia almeno un nostro ufficio. Gli iscritti ad AIC sono aumentati dell’85% e sono ora 500mila. Grazie per l’affetto e la stima che mi avete sempre dimostrato in questi anni. Io continuerò insieme a tutti i collaboratori, i dipendenti e i presidenti delle altre sigle promosse dall’AIC a fare un lavoro di squadra perché la nostra associazione possa continuare a crescere.
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