In questi anni è stato fatto molto. Siamo oggi presenti in 82 province d’Italia, con il 35% in più di sedi provinciali rispetto all’ultimo congresso e, per la prima volta dalla costituzione dell’associazione nel 1969, non c’è nessuna regione di questo Paese dove non ci sia almeno un nostro ufficio. Gli iscritti ad AIC sono aumentati dell’85% e sono ora 500mila. Grazie per l’affetto e la stima che mi avete sempre dimostrato in questi anni. Io continuerò insieme a tutti i collaboratori, i dipendenti e i presidenti delle altre sigle promosse dall’AIC a fare un lavoro di squadra perché la nostra associazione possa continuare a crescere.
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Futura Network (ASviS) analizza il report AIC-Openpolis "Agricoltura oggi: sfide per il futuro": la progressiva concentrazione delle imprese agricole italiane, la disponibilità idrica calata del 20%, il biologico al 17% e la necessità di aumentare del 50% la produzione alimentare globale entro il 2050. Giovani, donne e tecnologia le leve su cui puntare per rigenerare il settore.
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FASI racconta il X Congresso nazionale AIC "Agricoltori per scelta. Ri-generiamo il futuro": giovani, biologico e innovazione tecnologica le tre leve per rigenerare l'agricoltura italiana. Dal report AIC-Openpolis emerge un settore in contrazione numerica ma in crescita economica, con il biologico al 17% della superficie agricola e il PNRR come principale strumento di investimento per siccità, meccanizzazione e agrisolare.
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Fondazione Openpolis annuncia e racconta la sua partecipazione al X Congresso nazionale AIC all'Auditorium Antonianum di Roma: presentazione del report "Agricoltura oggi: sfide per il futuro" in cinque capitoli su sostenibilità, siccità, lavoro, trasformazione del settore e investimenti strutturali. Tra gli ospiti anche il Commissario UE Wojciechowski e il sindaco di Tirana Veliaj.
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Presentato in occasione del decimo Congresso nazionale di AIC, il nuovo report realizzato in collaborazione con Openpolis offre una fotografia dettagliata del settore agricolo in Italia. Tra il drastico calo delle aziende e le crescenti minacce legate alla crisi climatica e al rischio alluvioni, emergono anche i dati sull'occupazione e le proposte per un rilancio strategico attraverso i fondi del PNRR e il necessario ricambio generazionale.
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Agricolae riprende il report AIC-Openpolis presentato al X Congresso nazionale: in dieci anni le imprese agricole italiane sono calate del 30%, il lavoro irregolare in agricoltura è al doppio della media nazionale (24,4%), e il 5,4% del territorio è esposto al rischio alluvione — con Calabria, Emilia-Romagna e Veneto in cima alla lista. Il 93% delle aziende è a conduzione familiare, solo il 3,6% guidato da giovani donne.
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Il MASAF ha pubblicato l'avviso 2023 per il Parco Agrisolare (Missione 2 PNRR): circa 1 miliardo di euro per impianti fotovoltaici su fabbricati agricoli, zootecnici e agroindustriali. Contributo fino all'80% per imprese primarie e di trasformazione, potenza massima 1.000 kWp per impianto, spesa massima per beneficiario 2.330.000 euro. Domande sul portale GSE dal 12 settembre al 12 ottobre 2023.
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Al centro del dibattito sulla nuova normativa europea sul ripristino della natura, l'AIC lancia un messaggio chiaro e deciso: le imprese agricole non devono essere considerate una minaccia per la biodiversità, ma le prime alleate e custodi del territorio. Una transizione ecologica di successo non può prescindere dal coinvolgimento attivo e dalla tutela economica del settore primario.
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Sky TG24 riporta i dati del report AIC-Openpolis presentato al X Congresso nazionale "Agricoltori per scelta. Ri-generiamo il futuro": in dieci anni le imprese agricole italiane si sono ridotte del 30%, il lavoro irregolare in agricoltura è al 24,4% — il doppio della media nazionale — e il 5,4% del territorio è a rischio alluvione. Solo il 13,5% delle aziende è guidato da under 45.
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Dall'elaborazione AIC sui dati della Protezione Civile, presentata al X Congresso nazionale: due aziende agricole su cinque colpite dall'alluvione in Emilia Romagna, con danni medi superiori a 70mila euro per azienda. Compromessi 27mila ettari di vite, 7.500 di pesche, 4.500 di albicocche, una arnia su tre andata perduta e circa 5.000 aziende zootecniche con ingenti perdite.
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