Il Gruppo Stazi Mariano nasce nel 1950 a Fiumicino con Mariano Stazi, che contribuì alla bonifica dell'Isola Sacra. Oggi, alla quarta generazione con Giovanni e Paolo, l'azienda coltiva foraggio nella piana di Maccarese e si è affermata a livello nazionale nella progettazione e cura del verde sportivo: gestisce i manti erbosi del Centro Tecnico Federale di Coverciano e dei Centri di Preparazione Olimpica CONI di Tirrenia e Formia. Nel 2025 ha ospitato il primo anniversario della varietà di gramigna "Monza" con tecnologia Yellow Jacket Water Manager® per l'ottimizzazione dell'uso idrico. L'azienda promuove anche politiche di parità di genere e welfare familiare.
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Miriam Prencisvalle e Simone Bevilacqua hanno fondato Acà nel 2021 a Montù Beccaria, nell'Oltrepò Pavese, partendo da un fondo per giovani agricoltori. Niente meccanizzazione, niente trattamenti: solo mani e attrezzi su un grande orto rigenerativo che produce 25 varietà di pomodori, fiori edibili, microgreens, erbe aromatiche, specie rare, Barbera in poche migliaia di bottiglie e un kombucha sperimentale alle erbe aziendali. L'agriturismo ospita corsi di cucina, esperienze per bambini e laboratori di educazione alimentare, con l'obiettivo dichiarato di rendere il modello Acà replicabile nella vita quotidiana di tutti.
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Michele Setaro porta avanti a Battipaglia, in provincia di Salerno, la tradizione vitivinicola di famiglia iniziata negli anni Settanta. Su 11 ettari tra Campania e Puglia, produce 8 etichette da vitigni autoctoni — Aglianico, Falanghina, Primitivo, Montepulciano — per 40.000 bottiglie l'anno, distribuite anche in Germania, Francia e Olanda. Il liquorificio è il fiore all'occhiello: l'Elisir Seta Rossa (estratto di vino cotto con spezie, esclusiva europea), la Crema della Nonna alle mandorle e nocciole, il Limoncello della Costiera e i liquori al Fico d'India, Caffè e Sambuco completano un catalogo tutto artigianale.
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Giuseppe Fumagalli, presidente di AIC Nord Occidentale, porta avanti a Trezzo sull'Adda la tradizione zootecnica di famiglia iniziata dal bisnonno. Su 150 ettari, circa 500 Frisone italiane producono 6.000 litri di latte al giorno destinati al caseificio Igor per la produzione di Gorgonzola DOP. L'azienda fa parte del network AIC Milk — 33 aziende associate — e della rete Igor di 180 allevamenti tra Piemonte e Lombardia, con foraggio naturale e zero ormoni della crescita. Il processo produttivo descritto nella scheda — dalla pastorizzazione alla bucatura con aghi d'acciaio che avvia l'erborinatura — è uno dei più dettagliati della serie.
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Alessandro Gilotti, ex manager del settore petrolifero, e la moglie Claudia hanno ristrutturato un casale abbandonato sulle colline di Todi per dare vita a Passo della Palomba: 80 ettari con 7.000 ulivi, 5 oli monovarietali da cultivar Moraiolo, Frantoio, Leccino, Dolce Agogia e Don Carlo (con ulivi secolari in rete Presidio Slow Food), vini d'autore, cosmesi vegetale e cioccolate spalmabili all'olio d'oliva. Vendita BtoC diretta in Italia, USA, Canada, Europa e Australia. Premio Miglior Frantoio al Secondo Concorso Nazionale del Turismo dell'Olio promosso dall'Associazione Nazionale Città dell'Olio.
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Da oltre cento anni la famiglia Catarci custodisce il lago di Nemi, nei Castelli Romani: Carlo porta avanti la quarta generazione di pescicultori iniziata dal nonno Rocco, dedicata al ripopolamento del Coregone (Lavarello), specie bioindicatrice che prospera solo in acque pulite. Negli anni Settanta la famiglia si batté contro l'inquinamento che aveva distrutto il 90% della fauna ittica del lago; oggi gestisce un catamarano elettrico a energia solare e conduce attività di educazione ambientale per scuole e famiglie. L'allarme attuale è la crisi idrica: il lago è calato di cinque metri, un metro e sessanta solo nell'ultimo anno e mezzo.
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Michele e Pierluigi Travaglini sono tornati alle radici di famiglia a Campomarino, nel Molise, per portare avanti una storia vitivinicola che risale al 1938. In regime biologico, coltivano vitigni autoctoni risalenti ai Sanniti — la Tintilia in testa, uva simbolo del Molise — e producono quasi 12 referenze per 95mila bottiglie l'anno, esportate in nove paesi europei. Tra le produzioni più singolari: il moscato affinato in mare, imbottigliato e poi lasciato a 55 metri di profondità per otto mesi prima della commercializzazione.
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Daniele Borando porta avanti a San Pietro Mosezzo (NO), sui terreni storicamente affittati dall'Ospedale Maggiore della Carità di Novara, una delle sole due aziende sementiere risicole in Italia. Dal 1996 produce, certifica e commercializza sementi di riso con un centro di ricerca interno dedicato al miglioramento genetico: 11 nuove varietà iscritte al catalogo comunitario UE, 4 alla Federazione Russa, 2 in Turchia, 2 in Marocco. Varietà storiche come il Carnaroli (Sant'Andrea) vengono custodite nel segno della biodiversità e della sovranità alimentare, in controtendenza rispetto ai colossi delle multinazionali sementiere.
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Da trent'anni Anna Maria Barberini porta avanti a Volterra il Frantoio dei Colli Toscani, primo aderente al Consorzio dell'Olio Toscano IGP nel 1996 e pioniere dell'export in Europa e oltre oceano. Oggi l'ecosistema Barberini comprende la bottega e wine bar Volaterra nel centro storico medievale, la guest house Casa Volaterra in un'antica fornace e il ristorante gourmet Il Maramaldo a Lajatico — comune natale del padre Dino e paese di Andrea Bocelli, oggi il più ricco d'Italia per reddito medio. Il figlio Jonni guida la nuova generazione; lo scarto del frantoio alimenta un impianto di biomassa condiviso con altri produttori del territorio.
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